{"id":1015,"date":"2021-09-18T11:45:12","date_gmt":"2021-09-18T09:45:12","guid":{"rendered":"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/?p=1015"},"modified":"2021-11-27T11:53:53","modified_gmt":"2021-11-27T10:53:53","slug":"gozzini-ferruccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/2021\/09\/18\/gozzini-ferruccio\/","title":{"rendered":"Gozzini Ferruccio"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-columns alignwide is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"865\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/8M_GOZZINI-Ferruccio-865x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-444\" srcset=\"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/8M_GOZZINI-Ferruccio-865x1024.jpg 865w, https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/8M_GOZZINI-Ferruccio-253x300.jpg 253w, https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/8M_GOZZINI-Ferruccio-768x909.jpg 768w, https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/8M_GOZZINI-Ferruccio-500x592.jpg 500w, https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/8M_GOZZINI-Ferruccio-800x947.jpg 800w, https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/8M_GOZZINI-Ferruccio.jpg 1052w\" sizes=\"auto, (max-width: 865px) 100vw, 865px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\">\n<figure class=\"wp-block-table MGT-bio-tab is-style-stripes\"><table><tbody><tr><td><em>Data di Nascita<\/em><\/td><td>18 dicembre 1873<\/td><\/tr><tr><td><em>Luogo di Nascita<\/em><\/td><td>Pisa<\/td><\/tr><tr><td><em>Data di Morte<\/em><\/td><td>21 aprile 1943<\/td><\/tr><tr><td><em>Luogo di Morte<\/em><\/td><td>Firenze<\/td><\/tr><tr><td><em>Professione<\/em><\/td><td>medico chirurgo, poi commerciante<\/td><\/tr><tr><td><em>Campagne militari<\/em><\/td><td>Spedizione garibaldina di Grecia (1897), Prima guerra mondiale (1915-1918)<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Figlio di Oreste, gi\u00e0 volontario garibaldino, e Gemma Taddei. Ferruccio (detto Bruto) come il fratello Ricciotti, ricevette in dote un nome significativo: egli venne chiamato cos\u00ec in onore del condottiero fiorentino Francesco Ferrucci (1489-1530), mentre il nome del fratello richiamava il cognome di Nicola Ricciotti (1797-1844), fucilato dai borbonici nel 1844 assieme ai fratelli Bandiera ed altri compagni.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns alignwide is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fin da giovanissimo, Gozzini milit\u00f2 nelle file socialiste, essendo stato membro dell&#8217;Unione Socialista Fiorentina sciolta nell&#8217;ottobre 1894 per ordine del Ministero dell&#8217;Interno. Fu in questa occasione che le autorit\u00e0 di pubblica sicurezza locali lo schedarono, aprendo un fascicolo a suo nome in quanto<em> persona pericolosa per l&#8217;ordine dello Stato<\/em>. Nel cenno biografico del 22 giugno 1897, redatto dalla Prefettura di Firenze poco dopo il suo rientro dalla Grecia, Gozzini venne descritto come una persona \u201cfranca, energica e risoluta\u201d, di \u00abmolta educazione, assai intelligenza e cultura\u00bb, che frequentava i compagni di partito e si teneva aggiornato sulle questioni politiche leggendo \u201cLa Lotta di Classe\u201d di Milano e la \u201cMartinella\u201d di Colle Val d&#8217;Elsa.<br>Nel 1897, in occasione dei primi fermenti in favore degli insorti cretesi, il fratello di Ferruccio, Ricciotti, entr\u00f2 a far parte del comitato esecutivo del Comitato Universitario \u201cPro Candia\u201d. A quel tempo anche Ferruccio frequentava l&#8217;Universit\u00e0, giunto com&#8217;era al secondo anno del corso di studi in chimica.<br>Fattasi sempre pi\u00f9 alta la tensione fra il regno di Atene e l&#8217;Impero ottomano, con agenti garibaldini che in molte parti d&#8217;Italia stavano favorendo arruolamenti volontari per combattere al fianco dell&#8217;esercito ellenico, Gozzini decise di partire alla volta della Grecia. Il 4 marzo 1897, assieme ad altri sette studenti, lasci\u00f2 la citt\u00e0 per Brindisi: di questo gruppo, almeno due persone (lo stesso Gozzini e Cino Ceni) erano in possesso di una lettera di presentazione di Pompeo Ciotti per Nicola Barbato, uno dei leader dei Fasci Siciliani (e per questo sottoposto a processo militare soltanto tre anni prima) che all&#8217;epoca stava combattendo con alcuni suoi compagni di Piana degli Albanesi al fianco degli insorti candiotti. Dopo due giorni di attesa, il gruppo di Gozzini si imbarc\u00f2 alla volta di Corf\u00f9, a bordo del vapore \u201cScilla\u201d.<br>Sbarcati a Corf\u00f9, Gozzini e compagni vennero fatti per\u00f2 proseguire alla volta di Atene: l\u00e0 infatti il governo ellenico ed i comitati segreti rivoluzionari avrebbero fornito loro le armi e i mezzi necessari per combattere a Creta. Giunti nella capitale il 9 marzo, l\u00e0 vennero informati che era impossibile raggiungere l&#8217;isola, poich\u00e9 un blocco navale internazionale aveva interrotto qualsiasi linea di comunicazione sia in entrata che in uscita da Candia. Inoltre, le notizie che arrivavano da laggi\u00f9 testimoniavano gravi carenze di viveri e munizioni tra le file degli insorti, i quali ormai contavano unicamente sullo scoppio delle ostilit\u00e0 fra Grecia e Turchia nel continente.<br>A sbloccare la situazione interlocutoria per i volontari italiani bloccati ad Atene fu l&#8217;arrivo di Amilcare Cipriani, attorno al quale si coagularono decine di persone, fra cui i componenti del gruppo toscano a cui afferiva anche Gozzini. Attorno all&#8217;antico colonnello della Comune si costitu\u00ec pertanto una \u201cLegione\u201d (che arriv\u00f2 a toccare nel corso del tempo i 78 aderenti) il cui obiettivo fu infine quello di creare un casus belli al confine macedone. Gozzini fu inquadrato nel 2\u00b0 plotone di questo reparto, che lasci\u00f2 Atene il 19 marzo. Dopo una lunga serie di marce e contromarce, che non fecero altro che disperdere le energie dei legionari ed alimentare la diffidenza verso Cipriani, il 9 aprile il reparto, assieme ad una banda di insorti macedoni, sconfin\u00f2 nell&#8217;Impero ottomano all&#8217;altezza del colle di Cacopleveri (di fronte all&#8217;abitato di Baltino). A circa millecinquecento metri di altitudine, dormendo senza alcuna protezione dalla neve e dall&#8217;acqua, che ancora cadevano copiose, i legionari assediarono per tre giorni una casamatta con pochissimi viveri a disposizione. La notte dell&#8217;11 aprile gli assediati fecero saltare l&#8217;edificio lasciando il paese di Baltino, che fu occupato dagli assedianti. In questo frangente giunse l&#8217;ordine di Cipriani di portare in salvo i malati, fra i quali figurava anche Gozzini, afflitto da forti dolori reumatici alle gambe a causa del \u00abfreddo indiavolato\u00bb patito in quei giorni. Egli per\u00f2, una volta fatto ritorno ad Atene, scelse \u2013 al pari di altri \u201clegionari\u201d \u2013 di continuare il proprio impegno volontaristico nelle file garibaldine: egli venne cos\u00ec inquadrato nella 2a Compagnia del I Battaglione, guidato dal nizzardo Luciano Mereu, che aveva gi\u00e0 combattuto a Creta trent&#8217;anni prima, nel 1866-67. Il Battaglione \u201cMereu\u201d fu protagonista il 17 maggio alla battaglia di Domokos, l&#8217;ultima prima della conclusione della guerra, durante la quale lo stesso Gozzini rimase ferito. Egli ritorn\u00f2 a Firenze il 2 giugno successivo, assieme ad alcuni compagni con cui era partito: Giuseppe Belli, Cino Ceni ed il sardo Pietro Marogna, oltre a Serse Alessandri. I cinque furono accolti alla stazione di Firenze da circa 150 fra parenti e amici.<br>Al ritorno in Italia di Cipriani, rimasto anch&#8217;egli ferito a Domokos dopo che si era unito ai reparti garibaldini, Gozzini prese parte ad una \u201cbicchierata\u201d in suo onore presso il Caff\u00e8 Gambrinus. In quei mesi, inoltre, oper\u00f2 alacremente per raccogliere firme in favore della \u00abliberazione dei condannati politici del maggio 1898\u00bb.<br>In quello stesso 1898, al fine di sostituire il fratello Ricciotti alla chiamata di leva, Gozzini rilasci\u00f2 una dichiarazione al Questore di Firenze in cui negava di essere mai stato iscritto ad un partito politico, dopo essere stato interrogato in merito dall&#8217;Ispettore di pubblica sicurezza di Santa Croce. Molto probabilmente, ci\u00f2 si rese necessario affinch\u00e9 il suo arruolamento per surrogare il fratello venisse avallato dalle autorit\u00e0, cosa che effettivamente si verific\u00f2: egli cos\u00ec prest\u00f2 servizio volontario per un anno nelle file del 19\u00b0 Reggimento di Artiglieria, assurgendo dapprima al grado di Caporale, quindi a quello di Sergente.<br>Nei primi anni del Novecento (probabilmente attorno al 1910) transit\u00f2 dalle file socialiste a quelle repubblicane, impegnandosi inoltre nella compagnia di Pubblica Assistenza del quartiere di S. Jacopino. Nel frattempo, dopo essersi laureato in Medicina e Chirurgia presso l&#8217;Universit\u00e0 di Siena nel 1906, cominci\u00f2 a dedicarsi alla professione, grazie alla quale raggiunse negli anni successivi una \u00abbuona\u00bb posizione economica.<br>Durante il primo conflitto mondiale serv\u00ec nel R. Esercito in qualit\u00e0 di ufficiale medico: fu richiamato in servizio nel novembre del 1915 quindi, nel luglio dell&#8217;anno successivo, fu nominato Tenente medico di complemento ed assegnato alla Direzione di Sanit\u00e0 Militare di Firenze, che lo destin\u00f2 all&#8217;Ospedale Militare cittadino. Fu congedato nel gennaio 1919. Tre anni dopo, nel 1922, su sua domanda fu iscritto nel ruolo degli ufficiali medici di riserva. Nel 1940 sarebbe asceso fino al grado di Maggiore, dopo che nel 1926 fu promosso Capitano, assumendo quindi la qualifica di primo capitano otto anni dopo.<br>Dopo la guerra abbandon\u00f2 la carriera medica per perseguire quella commerciale: nel 1923 risultava infatti proprietario di una fabbrica di calzature, la \u201cFortini e Gozzini\u201d, che aveva sede al n. 100 di Borgo Allegri e che abitualmente teneva un banco in Piazza dei Cerchi.<br>L&#8217;ascesa del regime fascista occorse in un momento in cui Gozzini pareva non occuparsi pi\u00f9 di politica, nonostante la Questura di Firenze fosse informata di una sua sovvenzione mensile di 25 lire in favore del partito al potere. Inoltre, nel 1932 aveva preso la tessera: allo stesso tempo, figurava come membro del Sindacato fascista medici della fondiaria e dell&#8217;Associazione Nazionale Ufficiali in Congedo. Due anni dopo, nel 1934, fu nominato vice-presidente della sezione fiorentina della Federazione Nazionale Volontari Garibaldini (a quel tempo presieduta dal conte Mario Gigliucci). Contempraneamente assunse la presidenza regionale del sodalizio tra garibaldini e reduci della Brigata \u201cAlpi\u201d. Uno dei primissimi incarichi svolti da Gozzini in qualit\u00e0 di vice-presidente della sezione garibaldina fu quello di guidare i propri commilitoni in occasione dell&#8217;usuale celebrazione del 2 novembre presso il Quadrato di Trespiano, in occasione della quale venne inaugurata una seconda lapide (apposta su una parete del cippo della bandiera) \u00abAlla memoria \/ dei \/ volontari garibaldini \/ sepolti in Firenze \/ fuori del Sacrario\u00bb.<br>Sul versante familiare, spos\u00f2 Carmen Velatini (o Veladini), la quale nel 1942 era segretaria del gruppo rionale \u201cDante Rossi\u201d.<br>Mor\u00ec all&#8217;et\u00e0 di 69 anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right MGT-andrea wp-block-paragraph\"><em>A.<\/em>S.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MGT-text-align-justify has-extra-small-font-size wp-block-paragraph\"><strong>FONTI e BIBLIOGRAFIA:<\/strong>G. Cavaciocchi, <em>La Compagnia della Morte. Ricordi di un volontario della Legione Cipriani<\/em>, Napoli, Ettore Croce \u2013 editore 1898; R. Garibaldi, <em>La Camicia Rossa nella guerra greco-turca 1897<\/em>, Roma, Tipografia Cooperativa Sociale 1899, p. 312; G. Papi, <em>La guerra greco-turca. Note ed impressioni di un volontario garibaldino della colonna Mereu<\/em>, Casalbordino, Stabilimento N. De Arcangelis 1898, p. 40; G. R. Serrantoni, E. Tamburini, <em>Alla campagna di Grecia. Aprile-maggio 1897<\/em>, Imola, dai Tipi della Lega Tipografica 1897, p. 48; <em>L&#8217;omaggio delle Camicie Rosse fiorentine ai camerati sepolti nel Cimitero di Trespiano <\/em>in \u201cCamicia Rossa. Rassegna mensile di pensiero e azione\u201d, n. 11 (1934), p. 256; Archivio di Stato di Firenze, Questura di Firenze: \u201cAtti di Polizia\u201d (1871-1898), b. 30, fasc. \u201cAgitazione \u00abPro Candia\u00bb\u201d (1897); Gabinetto (versamento 1992), \u201cA8\u201d, fasc. \u201cGozzini Ferruccio detto Bruto\u201d (1894-1943); Archivio dell&#8217;Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell&#8217;Esercito, Direzione Generale per il Personale Militare, <em>Stato di Servizio di Gozzini Ferruccio di Oreste<\/em>. Scheda redatta il 10 agosto 2021.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Data di Nascita 18 dicembre 1873 Luogo di Nascita Pisa Data di Morte 21 aprile 1943 Luogo di Morte Firenze Professione medico chirurgo, poi commerciante Campagne militari Spedizione garibaldina di Grecia (1897), Prima guerra mondiale (1915-1918) Figlio di Oreste, gi\u00e0 volontario garibaldino, e Gemma Taddei. 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