{"id":1017,"date":"2021-09-18T11:49:57","date_gmt":"2021-09-18T09:49:57","guid":{"rendered":"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/?p=1017"},"modified":"2021-11-27T11:54:40","modified_gmt":"2021-11-27T10:54:40","slug":"grassi-gaetano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/2021\/09\/18\/grassi-gaetano\/","title":{"rendered":"Grassi Gaetano"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-columns alignwide is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"847\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/5C_GRASSI-Gaetano-847x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-458\" srcset=\"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/5C_GRASSI-Gaetano-847x1024.jpg 847w, https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/5C_GRASSI-Gaetano-248x300.jpg 248w, https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/5C_GRASSI-Gaetano-768x928.jpg 768w, https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/5C_GRASSI-Gaetano-500x604.jpg 500w, https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/5C_GRASSI-Gaetano-800x967.jpg 800w, https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/5C_GRASSI-Gaetano.jpg 945w\" sizes=\"auto, (max-width: 847px) 100vw, 847px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\">\n<figure class=\"wp-block-table MGT-bio-tab is-style-stripes\"><table><tbody><tr><td><em>Data di Nascita<\/em><\/td><td>26 novembre 1846<\/td><\/tr><tr><td><em>Luogo di Nascita<\/em><\/td><td>Firenze<\/td><\/tr><tr><td><em>Data di Morte<\/em><\/td><td>5 agosto 1928<\/td><\/tr><tr><td><em>Luogo di Morte<\/em><\/td><td>Firenze<\/td><\/tr><tr><td><em>Professione<\/em><\/td><td>Sarto<\/td><\/tr><tr><td><em>Campagne militari<\/em><\/td><td>Terza guerra d&#8217;Indipendenza (1866), Campagna dell&#8217;Agro Romano per la Liberazione di Roma (1867)<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Figlio di Agostino (sarto) e Giuseppa Gozzini. A vent&#8217;anni, mentre cominciava ad imparare il mestiere del padre, che avrebbe professato poi per tutta la vita, si arruol\u00f2 volontario per combattere al seguito di Garibaldi nella Terza guerra d&#8217;Indipendenza: fu inquadrato nella 12<sup>a<\/sup> Compagnia dell&#8217;8\u00b0 Reggimento. L&#8217;anno successivo segu\u00ec il Generale nella sfortunata spedizione che culmin\u00f2 con la sconfitta di Mentana.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns alignwide is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo questo biennio garibaldino, Grassi dedic\u00f2 il resto della sua vita all&#8217;organizzazione del movimento operaio locale e nazionale. Nel 1871 fu tra i fondatori a Firenze dell&#8217;Unione Democratica Sociale, il cui programma era quello di \u00abPropugnare il progresso indefinito della libert\u00e0 democratica sociale. Procurare il conseguimento della giustizia nei rapporti sociali. Istruire le moltitudini nei diritti e nei doveri del popolo. Propugnare la fratellanza di tutti i popoli\u00bb. Poco tempo dopo per\u00f2, nel maggio 1872, si dimise per dedicarsi attivamente ed esclusivamente allo sviluppo del Fascio Operaio fiorentino, la prima sezione dell&#8217;Associazione Internazionale dei Lavoratori in citt\u00e0, della quale faceva parte fin dalla sua fondazione. Nel giro di pochi mesi, essa arriv\u00f2 a contare circa trecento soci, fra i quali figuravano Luigi Castellazzo, Luigi Stefanoni, Lorenzo Piccioli-Poggiali, Antonio Martinati, i fratelli Giovanni ed Ettore Socci e Tito Strocchi. Il Fascio venne presentato con queste parole alla classe lavoratrice della citt\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abFratelli Operai! L&#8217;unione fa la forza! Il lavoro associato produce l&#8217;utilit\u00e0 generale. Siamo operai e vogliamo lavorare. Siamo produttori e vogliamo godere i prodotti delle nostre fatiche. Vogliamo lavorare per vivere e non vivere per lavorare. Vogliamo che i nostri figli non cadano pi\u00f9 al suolo estenuati per la fame. Vogliamo che il nostro lavoro non ci uccida, ma ci produca tanto che basti al sostentamento della nostra famiglia. Nemici acerrimi degli armeggiamenti politici, nostro scopo sar\u00e0 quello di emanciparci dal doppio servaggio dell&#8217;ignoranza e della miseria\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi princip\u00ee confermano il giudizio di Elio Conti, che evidenzi\u00f2 come il moderato socialismo di questa prima associazione di marca internazionalista fosse di matrice prettamente evoluzionista: ecco perch\u00e9 ben pochi affiliati a questo primo sodalizio avrebbero poi continuato a militare nelle file dell&#8217;Internazionale negli anni seguenti. Il manifesto sopracitato, datato 10 gennaio 1872, fu firmato tra gli altri dallo stesso Grassi, in qualit\u00e0 di membro del Comitato Provvisorio. Anche grazie alla sua azione di convincimento, il Fascio Operaio fu rappresentato (da Piccioli-Poggiali e Grassi medesimo) alla Conferenza di Rimini del 4 agosto successivo, che si concluse con l&#8217;istituzione della Federazione Italiana dell&#8217;Associazione Internazionale dei Lavoratori (FIAIL), la quale riconosceva per\u00f2 il Consiglio generale di Londra come mera Commissione di corrispondenza. Poich\u00e9 per\u00f2 il Fascio fiorentino aveva migrato verso un socialismo pi\u00f9 intransigente, il Prefetto di Firenze ne ordin\u00f2 lo scioglimento il 1\u00b0 dicembre. Ciononostante, pochi giorni dopo esso risorse sotto il nome di Federazione Operaia Toscana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&#8217;ottobre 1873 Grassi entr\u00f2 a far parte dell<em>&#8216;Alliance Internationale de la D\u00e9mocratie Socialiste<\/em>, l&#8217;organizzazione segreta costituita dall&#8217;anarchico russo Michail Bakunin (che gi\u00e0 aveva influenzato la tendenza dell&#8217;internazionalismo italiano), la quale si proponeva di \u00abservire ad organizzare ed accelerare la rivoluzione universale sulla base dei principii socialisti-anarchici\u00bb. Essa era caratterizzata da programma negativo \u2013 che prevedeva la \u00abdistruzione di tutte le istituzioni e di tutti i poteri religiosi, monarchici, aristocratici e borghesi in Europa\u00bb \u2013 e positivo, per ricostruire \u00abuna nuova societ\u00e0 sull&#8217;unica base del lavoro liberamente associato\u00bb. In quei mesi Grassi divenne membro anche del Comitato Italiano per la Rivoluzione Sociale (attivo soprattutto nel periodo dei tentati moti anarchici del 1874) nonch\u00e9 segretario della Commissione di corrispondenza della FIAIL, che nel frattempo aveva trasferito la sua sede da Bologna a Firenze. Infine, era membro dell&#8217;Unione dei Liberi Pensatori, un sodalizio di matrice razionalista che contava oltre duecento affiliati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 18 marzo 1874 Grassi, assieme a Carlo Cafiero, rappresent\u00f2 la Commissione di corrispondenza della FIAIL al Congresso di Locarno, allo scopo di presentare un progetto insurrezionale (predisposto da Andrea Costa, Bakunin ed alcuni reduci della Comune di Parigi) che organizzasse il malcontento popolare, allora dilagante in Italia, in vere e proprie bande armate, al fine di ottenere dall&#8217;assise internazionalista un sostegno morale e materiale. Il Congresso per\u00f2 respinse decisamente il proposito costiano, in quanto lo spirito socialista in Italia era giudicato \u00abancora poco esteso e compreso\u00bb. Il moto, che sarebbe dovuto arrivare a nominare in ogni Comune italiano \u00abun Comitato per prendere le redini del governo e fare regolamenti simili a quelli della Comune di Parigi\u00bb, sarebbe dovuto scoppiare in Toscana il 15 agosto, ma gi\u00e0 all&#8217;altezza del tentato moto bolognese (8 agosto), gli animi popolari in regione si erano raffreddati, mentre la polizia condusse un cospicuo numero di arresti tra i fautori dell&#8217;insurrezione. Grassi, che figurava tra i membri del ristretto Comitato organizzatore insieme a Francesco Natta e Oreste Lovari, fu costretto a fuggire dall&#8217;Italia, trovando rifugio in Svizzera presso Cafiero. Pochi mesi prima, in una seduta della Commissione di corrispondenza, aveva proposto di dare mandato alle sezioni internazionaliste di estendere i tumulti annonari gi\u00e0 verificatisi nel Mugello, a Borgo San Lorenzo ed in alcune localit\u00e0 delle Marche \u00abperch\u00e9 qualora fosse definitivamente approvata l&#8217;organizzazione delle bande armate riuscirebbe assai facile ottenere la coadiuvazione dei campagnoli che si trovassero in rivolta per il caro del grano e cos\u00ec avrebbero maggiori probabilit\u00e0 nella buona riuscita dei loro disegni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al processo intentato contro gli internazionalisti, celebrato nella primavera del 1876, Grassi fu giudicato in contumacia, venendo infine condannato ad undici anni di reclusione. Gi\u00e0 nell&#8217;ottobre per\u00f2, grazie ad un&#8217;amnistia per i reati politici e di stampa, egli pot\u00e9 fare ritorno a Firenze. In Svizzera, durante l&#8217;esilio, assieme ad altri rifugiati politici come Cafiero e Lodovico Nabruzzi aveva dato vita ad un Consiglio della Federazione Italiana per tentare di rimettere insieme i fili dell&#8217;internazionalismo italiano, dopo che la rete associazionistica dell&#8217;intero territorio nazionale era stata sciolta per ordine governativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornato a Firenze nel 1876, Grassi fu arrestato per l&#8217;ennesima volta in occasione del 3\u00b0 Congresso della FIAIL. Pochi mesi dopo dalla Toscana si spost\u00f2 a Napoli, intenzionato come altri a prendere parte ai moti che avrebbero vista protagonista la banda del Matese. Fu per\u00f2 fermato dalla Pubblica Sicurezza prima ancora di riuscire a raggiungere il Beneventano. Amnistiato nel 1878, partecip\u00f2 al 4\u00b0 Congresso internazionalista che si tenne a Pisa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo un nuovo esilio ed un altro rimpatrio, collabor\u00f2 con Errico Malatesta alla fondazione della Federazione anarchica fiorentina (febbraio 1884) nonch\u00e9 alla gestione del suo periodico, \u201cLa Questione Sociale\u201d. Come ai tempi dell&#8217;Internazionale, Grassi entr\u00f2 a far parte della Commissione di corrispondenza del Circolo di propaganda detto \u201cFra i Grandi\u201d (difatti era stato contemporaneamente istituito un \u201cCircolo di propaganda fra i giovani operai sotto i vent&#8217;anni\u201d), con sede in via Strozzi 6 (Palazzo della Cavolaia). Costretto a lasciare l&#8217;Italia, questa volta ripar\u00f2 in Nordafrica: al Cairo fu segretario della locale sezione internazionalista, quindi dopo un soggiorno a Tunisi ritorn\u00f2 in Europa, stabilendosi in Francia dall&#8217;estate 1887. Dopo aver collaborato con un paio di periodici tra Marsiglia e Tunisi, nell&#8217;aprile del 1889 si imbarc\u00f2 per l&#8217;Argentina: a cavallo dei due secoli si trasfer\u00ec infine in Brasile, nello Stato del Paran\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fece ritorno in Italia nel 1922, presso un fratello nella sua Firenze, dove mor\u00ec nel 1928.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right MGT-andrea wp-block-paragraph\"><em>A.<\/em>S.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"MGT-text-align-justify has-extra-small-font-size wp-block-paragraph\"><strong>FONTI e BIBLIOGRAFIA:<\/strong> E. Conti, <em>Le origini del socialismo a Firenze (1860-1880)<\/em>, Roma, Edizioni Rinascita 1950;<em>Epistolario inedito dell&#8217;Internazionale. Le carte della Commissione di Corrispondenza dall&#8217;Archivio della Federazione Internazionale dei Lavoratori (1872-1874)<\/em>, a cura di P. C. Masini, Milano, Zero in Condotta 2013, p. 137;E. Gianni, <em>L&#8217;Internazionale italiana fra libertari ed evoluzionisti. I congressi della Federazione Italiana e della Federazione Alta Italia dell&#8217;Associazione Internazionale dei Lavoratori (1872-1880)<\/em>, Milano, Edizioni Pantarei 2008, pp. 503-504; Archivio di Stato di Firenze, Stato Civile della Restaurazione, <em>Estratto mensuale del Registro dei battezzati in detta parrocchia <\/em>[Oratorio di S. Giovanni della Comunit\u00e0 di Firenze] <em>(Mese di Novembre 1846)<\/em> consultato sul database <em>http:\/\/www.antenati.san.beniculturali.it\/<\/em> [ultimo accesso: 27 luglio 2021]. Per le informazioni relative alla campagna del 1866 si rimanda al database \u201cAlla ricerca dei garibaldini scomparsi\u201d dell&#8217;Archivio di Stato di Torino consultato al link <em>https:\/\/archiviodistatotorino.beniculturali.it\/garb_src\/<\/em> [ultimo accesso: 1\u00b0 giugno 2021]. Scheda redatta il 7 agosto 2021.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Data di Nascita 26 novembre 1846 Luogo di Nascita Firenze Data di Morte 5 agosto 1928 Luogo di Morte Firenze Professione Sarto Campagne militari Terza guerra d&#8217;Indipendenza (1866), Campagna dell&#8217;Agro Romano per la Liberazione di Roma (1867) Figlio di Agostino (sarto) e Giuseppa Gozzini. 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