{"id":594,"date":"2021-08-30T17:34:36","date_gmt":"2021-08-30T15:34:36","guid":{"rendered":"http:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/?p=594"},"modified":"2021-10-20T16:43:41","modified_gmt":"2021-10-20T14:43:41","slug":"baistrocchi-cesare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/2021\/08\/30\/baistrocchi-cesare\/","title":{"rendered":"Baistrocchi Cesare"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-columns alignwide is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"861\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/8O_BAISTROCCHI-Cesare-861x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-486\" srcset=\"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/8O_BAISTROCCHI-Cesare-861x1024.jpg 861w, https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/8O_BAISTROCCHI-Cesare-252x300.jpg 252w, https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/8O_BAISTROCCHI-Cesare-768x914.jpg 768w, https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/8O_BAISTROCCHI-Cesare-500x595.jpg 500w, https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/8O_BAISTROCCHI-Cesare-800x952.jpg 800w, https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/8O_BAISTROCCHI-Cesare.jpg 1045w\" sizes=\"auto, (max-width: 861px) 100vw, 861px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\">\n<figure class=\"wp-block-table MGT-bio-tab is-style-stripes\"><table><tbody><tr><td><em>Data di Nascita<\/em><\/td><td>12 agosto 1846<\/td><\/tr><tr><td><em>Luogo di Nascita<\/em><\/td><td>Viadana (Mantova)<\/td><\/tr><tr><td><em>Data di Morte<\/em><\/td><td>1\u00b0 agosto 1941<\/td><\/tr><tr><td><em>Luogo di Morte<\/em><\/td><td><\/td><\/tr><tr><td><em>Professione<\/em><\/td><td>maestro elementare<\/td><\/tr><tr><td><em>Campagne militari<\/em><\/td><td>Terza guerra d&#8217;Indipendenza (1866)<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di Luigi e Maddalena Vaccari (massaia), aveva due sorelle maggiori. A nove anni rimase orfano di padre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Terminati gli studi presso il Ginnasio parificato di Viadana, all&#8217;et\u00e0 di tredici anni Baistrocchi avvert\u00ec una predisposizione verso l&#8217;abito talare, iniziando un percorso di studi ecclesiastici che per\u00f2 non si sarebbero concretati nel sacerdozio. Fu in questo frangente che, per la prima volta, ebbe l&#8217;occasione di incontrare il generale Giuseppe Garibaldi: giunto a Casalmaggiore, a otto chilometri da Viadana, dove si era sparsa la voce che sarebbe arrivato l&#8217;Eroe dei Due Mondi, Baistrocchi sent\u00ec approssimarsi alle sue spalle una carrozza, \u00abproprio quella in cui si trovava il Generale insieme a non so chi. Mi fermai, e appena la carrozza mi fu davanti, salii sul predellino e allungai la mano verso Garibaldi, il quale, sorridendo, me la strinse pronunciando parole che io non riuscii a comprendere, ma che certo erano di sorpresa, vedendo quel chierichetto che si affannava per salutarlo\u00bb. Quella fu la prima di quattro volte in cui Baistrocchi vide o intravide il Nizzardo: la seconda sarebbe occorsa a Gallarate, all&#8217;inizio della campagna del &#8217;66.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns alignwide is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:100%\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per il soldato mantovano, da poco arruolatosi nel Corpo dei Volontari Italiani, Garibaldi apparve cos\u00ec bello che \u00abMi pareva di vedere in lui un misto di eroe antico e di santo moderno; intorno al suo volto mi sembrava irradiasse un&#8217;aureola luminosa, come quella che i pittori sogliono dipingere intorno al volto del Redentore appena risorto e volante in cielo\u00bb. La terza, poi, fu proprio nel corso di quella guerra, a Sal\u00f2: Baistrocchi era stato scelto con altri per montare la guardia d&#8217;onore alla casa in cui avrebbe alloggiato il Generale. Ancora una volta, per la bonomia di Garibaldi che aveva invitato quei soldati ad andare a dormire invece di vegliarlo, Baistrocchi esalt\u00f2 \u00abla bont\u00e0 e l&#8217;affabilit\u00e0 del nostro generale verso i suoi soldati\u00bb, trovando \u00abben giusto che questi lo amassero come un padre e quasi lo adorassero come un dio\u00bb. Infine, nella primavera del 1867, quand&#8217;egli era impiegato nell&#8217;ufficio di segreteria del Municipio di Mantova, Baistrocchi fu tra coloro che acclamarono l&#8217;arrivo dell&#8217;Eroe in quella citt\u00e0, accompagnandolo dalla stazione ferroviaria di Sant&#8217;Antonio fino all&#8217;abitazione della famiglia Nuvolari, che lo avrebbe ospitato per l&#8217;occasione. Acclamato dalla cittadinanza, Garibaldi si affacci\u00f2 al balcone di quella casa, pronunciando un discorso che si chiuse col grido di \u00abRoma o morte!\u00bb (era montante il sentimento che avrebbe portato alla sfortunata spedizione dell&#8217;autunno successivo). Il giorno seguente, Baistrocchi assistette alla cerimonia in cui Garibaldi fu nominato cittadino onorario di Mantova. Come per tanti memorialisti garibaldini, anche per Baistrocchi gli incontri con il Nizzardo rivestirono un&#8217;importanza tutta speciale nell&#8217;economia dell&#8217;impegno volontaristico, tanto che nel 1936 dedic\u00f2 proprio a questi quattro momenti un articolo pubblicato su \u201cCamicia Rossa\u201d, il periodico della Federazione Nazionale Volontari Garibaldini, dal titolo <em>Come ho visto Garibaldi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando al 1866, abbiamo detto come in quella primavera Baistrocchi fosse sul punto di entrare in seminario, quando decise di arruolarsi nel Corpo dei Volontari Italiani. In quel momento, egli stava prestando servizio presso il Collegio di Casalmaggiore diretto dal prof. Seveso, in qualit\u00e0 di sorvegliante alla disciplina e di ripetitore agli alunni delle scuole elementari e tecniche. A soli 19 anni smise perci\u00f2 l&#8217;abito talare per la camicia rossa venendo inquadrato, in qualit\u00e0 di soldato semplice, nel 5\u00b0 Reggimento (I Battaglione, 4<sup>a<\/sup> Compagnia, matricola n. 2181) del colonnello Giovanni Chiassi. Baistrocchi fu fatto prigioniero il 21 luglio, nel corso della battaglia di Bezzecca: in quello stesso giorno caddero nelle mani del nemico ben 411 fanti del suo stesso reggimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei suoi <em>Ricordi di un vecchio garibaldino<\/em>, pubblicati dopo lo scoppio della Grande guerra, il maestro lombardo ripercorse la sua esperienza garibaldina dall&#8217;arruolamento fino alla liberazione dal confino militare ed il conseguente ritorno in Italia. Gi\u00e0 dalla dedica iniziale ai suoi \u00abnipotini\u00bb, si pu\u00f2 osservare come l&#8217;intento dell&#8217;autore fosse quello s\u00ec di ripercorrere il suo giovanile impegno volontaristico, traslando al contempo la scrittura autobiografica su un piano istruttivo e moraleggiante, indirizzando pertanto le sue memorie anche a lettori pi\u00f9 piccoli. Facendo ci\u00f2, riprese \u2013 certamente in maniera pi\u00f9 sfumata \u2013 lo stile dei suoi racconti pubblicati nell&#8217;antologia <em>L&#8217;Indipendenza Italiana <\/em>o delle sue fortunate <em>Letture istruttive<\/em>, comparse a pi\u00f9 riprese insieme a quelle <em>educative <\/em>di Ettore Berni dalla met\u00e0 degli anni Ottanta dell&#8217;Ottocento. Essendo rimasto l&#8217;unica figura maschile dopo la morte del padre, Baistrocchi ben comprendeva \u00abche a me spettava di essere in avvenire il sostegno dell&#8217;una [la madre] e l&#8217;appoggio delle altre [le sorelle]. Ma sentivo pure che l&#8217;amore e i doveri verso la patria devono superare qualunque altro affetto e qualunque dovere verso la famiglia\u00bb. Egli ramment\u00f2 le letture patriottiche che lo avevano accompagnato sin da bambino e di come gli avvenimenti del triennio 1859-61 lo avessero all&#8217;epoca potentemente entusiasmato: \u00abVivo quindi era in me il desiderio di rendermi anch&#8217;io utile alla patria e di concorrere col mio braccio a cacciare dall&#8217;Italia gli Austriaci che per tanti secoli l&#8217;avevano tenuta soggetta\u00bb. Neanche le sconfortanti notizie che seguirono la sconfitta di Custoza (24 giugno) ne minarono la \u00abfede sulla buona riuscita della guerra. Fin che a capo di questa stava un Garibaldi e un Vittorio Emanuele non c&#8217;era nulla da temere!\u00bb. Dopo un periodo di accantomento a Brescia, il reparto di Baistrocchi fu fatto marciare verso le rive del lago di Garda, in direzione del Trentino occidentale. Sulle sponde del lago d&#8217;Idro giunsero le notizie dei fatti di Monte Suello, che \u00abrisaputi da noi, ci davano entusiasmo ed emulazione\u00bb, al pari del proclama di Storo che il 14 luglio Garibaldi rivolse ai suoi volontari, a sancire cos\u00ec il passaggio del \u00abconfine vietato dalla diplomazia, non segnato dalla natura\u00bb. Per Baistrocchi \u00abLa lettura di questo proclama riaccese ancor pi\u00f9 il nostro entusiasmo, e si ardeva maggiormente del desiderio di levare il campo e di spingerci nel teatro della guerra\u00bb. Il futuro maestro ebbe il battesimo del fuoco a Bezzecca, nel vittorioso combattimento del 21 luglio: col senno di poi, per\u00f2, dovette ammettere l&#8217;inutilit\u00e0 del sacrificio \u00abdi tutti quelli che in quell&#8217;anno morirono combattendo tra le balze del Trentino!\u00bb, data la conclusione della cosiddetta guerra \u201cperduta e vinta\u201d. Egli, come molte altre centinaia di garibaldini, al termine di quella giornata cadde prigioniero degli austriaci: a sera il gruppo di Baistrocchi fu internato nel castello di Riva. Ricordando la visione di Trento, all&#8217;ingresso della valle dell&#8217;Adige, ammise sconfortato che \u00abAvevo tanto agognato di vederla, di entrarvi in mezzo a schiere garibaldine vittoriose, e invece stavo per entrarvi tra i soldati dell&#8217;odiato straniero, secolare oppressore della mia patria!\u00bb. Baistrocchi fu infine confinato, con una cinquantina di suoi commilitoni, nel villaggio croato di Maligradas, presso Petrinja. Dopo due settimane giunse la notizia della firma dell&#8217;armistizio di Cormons (12 agosto), il quale aveva stabilito anche le modalit\u00e0 per lo scambio dei prigionieri tra Regno d&#8217;Italia ed Impero austro-ungarico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rientrato in Italia, attraverso il Veneto appena redento, Baistrocchi si trasfer\u00ec da Viadana a Mantova \u2013 anch&#8217;essa passata di mano dagli Asburgo ai Savoia. Qui fu assunto come diurnista presso l&#8217;ufficio comunale di spedizione. Nel frattempo, nel corso della primavera-estate del 1867, ricopr\u00ec la carica di maestro assistente nelle \u201cScuole serali festive pei maschi\u201d, compito che nelle parole dei suoi superiori svolse con \u00abintelligenza e buon volere\u00bb. Egli infatti non mancava mai di aggiornarsi sui nuovi metodi di insegnamento: in particolare, Baistrocchi si pu\u00f2 considerare un seguace \u2013 fra gli altri \u2013 del prof. Vincenzo Garelli (ricordiamo qui le sue <em>Norme pedagogiche e didattiche per la istituzione delle scuole degli adulti<\/em>,edite nel 1867) \u00abper cui, nel breve tempo di tre mesi, l&#8217;analfabeta apprende a leggere, a scrivere e a far di conto discretamente. L&#8217;efficacia di un tal metodo \u00e8 riconosciuta dovunque, ed anche il sottoscritto ne ebbe a fare soddisfacente prova nelle Scuole Serali tenute nel passato inverno nel Comune di Quattroville\u00bb (cos\u00ec Baistrocchi scriveva nel settembre 1870). In una nota della Direzione delle Scuole Municipali di Mantova si segnalava proprio questa sua attitudine, evidenziata anche dai suoi articoli di stampo pedagogico che \u00abrivelano in lui un ingegno non mediocre, informato a principi conformi allo spirito de&#8217; tempi\u00bb. Inoltre, \u00abDal complesso de&#8217; suoi scritti sembra che questo giovane abbia letto molto e che abbia molto amore agli studi\u00bb. Lungo tutto il corso della sua carriera, Baistrocchi collabor\u00f2 proficuamente con periodici magistrali come \u201cIl Nuovo educatore\u201d e la \u201cRivista scolastica mantovana\u201d. Nel 1877, poi, avrebbe pubblicato per i tipi di Balbiani e Donelli le sue <em>Memorie di un educatore<\/em>, un epistolario di matrice pedagogico-didattica che fu giudicato pieno \u00abdi preziosi ammaestramenti\u00bb. Secondo l&#8217;autore, \u00abla pedagogia potr\u00e0 ricavare il maggior suo incremento dall&#8217;esame e dal confronto delle memorie e delle relazioni di coloro che, insieme collo studio delle pedagogiche discipline, si sono votati, da parecchio tempo, alla pratica della scuola\u00bb. Questi scritti in forma di lettera, rivolti ad un ipotetico maestro appena entrato nel mondo della scuola, sono pertanto una \u00abfedele esposizione di quanto ho fatto, faccio e penso per l&#8217;educazione dei giovanetti affidati alle mie cure\u00bb: essi illustrano il ruolo del maestro, il metodo didattico applicato alle varie materie \u2013 che deve necessariamente partire dal piano \u201clocale\u201d per giungere solo in un secondo momento a quello generale \u2013 la necessit\u00e0 di rimanere aggiornato in merito al dibattito teorico, per terminare con una serie di esempi di saggi di italiano e matematica nonch\u00e9 di racconti pedagogici, un tassello fondamentale sia nella sua opera di insegnamento che nella sua stessa produzione bibliografica. Emergono da questo libro le principali pratiche di insegnamento ed auto-perfezionamento del maestro di Viadana, che per ogni anno scolastico teneva una memoria (un vero e proprio \u00abgiornale\u00bb) del suo lavoro e dei suoi progressi personali. In questa sede, sottolineamo in particolare come l&#8217;autore mantovano considerasse il maestro un vero e proprio \u00absecondo padre\u00bb per l&#8217;alunno: \u00abun creatore. Ch\u00e8 se il padre d\u00e0 al proprio figlio la vita materiale, il maestro gli d\u00e0 quella dell&#8217;intelligenza e del cuore; esso infonde nella sua mente e nel suo cuore ci\u00f2 che prima non esisteva, vi crea il sapere e la virt\u00f9\u00bb. Scopo delle scuole elementari era pertanto quello di \u00abAvvezzare a pensar rettamente, adunque, e a formar teste e uomini, pi\u00f9 che a dar cognizioni\u00bb, \u201cdissodando e preparando il terreno\u201d in vista delle scuole superiori: \u00e8 evidente in ci\u00f2 l&#8217;influsso su Baistrocchi delle teorie del pedagogista bellunese Aristide Gabelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come abbiamo visto, \u00abInsegnamento del reale\u00bb e passaggio dal particolare al generale, dal concreto all&#8217;astratto, dall&#8217;oggetto alla sua rappresentazione erano i precetti fondamentali che innervavano le lezioni quotidiane di Baistrocchi: \u00abMoltissime cognizioni le imprimo nella loro mente [degli alunni] per mezzo di racconti, che li dilettano e facciano su loro una durevole impressione\u00bb. Ci\u00f2 spiega la sua imponente mole di scritti, che non manc\u00f2 di avere un&#8217;ottima fortuna editoriale, esplicatasi sotto forma di letteratura <em>self-helpista <\/em>ma soprattutto nelle antologie curate assieme ad Ettore Berni, anch&#8217;egli maestro elementare. Per quanto riguarda la storia in quanto disciplina didattica, era opinione di Baistrocchi che \u00abL&#8217;intelligenza di un fanciullo non \u00e8 atta assolutamente a seguire un programma di Storia secondo l&#8217;ordine rigoroso della cronologia e del concatenamento dei fatti\u00bb: \u00e8 per questo che egli provvide a dotarsi di narrazioni all&#8217;uopo. Difatti, \u00abLa Storia adatta alle scuole elementari pu\u00f2 essere impartita o per via di narrazioni o per via di biografie. Io do la preferenza al metodo biografico; imperocch\u00e9 per questa via \u00e8 pi\u00f9 facile interessare la curiosit\u00e0 del fanciullo, venendo egli, per tal modo, a prendere conoscenza di molti degli uomini celebri, che gli sono affatto ignoti, o che gli sono noti solamente per averne udito qualche volta il nome, o per qualche monumento da lui veduto. Inoltre, seguendo il metodo delle biografie, il fanciullo vede la morale in azione; prende cognizione della vita; impara a conoscere i molti ostacoli che inciampano la via della virt\u00f9; assiste alla lotta che l&#8217;uomo deve sostenere per vincere quelle difficolt\u00e0, ed \u00e8 meglio condotto a giudicare gli uomini e le loro azioni, non fermandosi alle sole apparenze, e non accontendandosi di badare ai risultati senza por mente ai mezzi e alla via tenutasi per arrivarvi\u00bb. Per questo \u00abLa Storia \u00e8 la scuola dell&#8217;esempio\u00bb, e questa definizione Baistrocchi tent\u00f2 di concretarla nelle sue <em>Letture educative e istruttive<\/em>, approntate col Berni per le Scuole popolari di II e di III grado. D&#8217;altro canto, la sua antologia relativa a <em>L&#8217;Indipendenza Italiana<\/em>, dedicata alla terza classe elementare, fornisce un&#8217;interessante testimonianza delle modalit\u00e0 di insegnamento di un Risorgimento ormai entrato a far parte dei programmi scolastici: infatti da questa narrazione \u2013 che dai moti napoletani del 1820 si sviluppava fino al 20 settembre 1870 \u2013 era stata espunta tutta la carica eversiva mazziniana (l&#8217;intero paragrafo dedicato all&#8217;assedio di Roma del 1849 \u00e8 svolto senza mai citare la Repubblica del 9 febbraio) e garibaldina: solo implicitamente venivano richiamate le spedizioni di Aspromonte (1862) e Mentana (1867) in occasione del paragrafo finale dedicato alla Breccia di Porta Pia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un&#8217;altra importante esperienza editoriale che vide protagonista Baistrocchi fu certamente quella de \u201cIl Vittorino da Feltre. Periodico educativo dedicato ai fanciulli\u201d, per il quale egli rivest\u00ec la doppia carica di direttore e proprietario: \u00abOnde procurare ai giovanetti una lettura a loro adattata, dilettevole e istruttiva nel medesimo tempo e poco dispendiosa, pubblico, da pi\u00f9 anni, un periodico \u2013 <em>Il Vittorino da Feltre \u2013<\/em> [&#8230;] \u00e8 una cosa tanto importante quanto difficile l&#8217;abituare il fanciullo alla lettura\u00bb. Questo quindicinale, continua Baistrocchi, era \u00abun giornaletto [&#8230;] proprio dedicato ai giovanetti, [&#8230;] scritto intieramente per loro da chi conosce da qual gamba zoppichi e di che cibo sia ghiotto il fanciullo\u00bb. Risvegliare il gusto della lettura era difatti, per l&#8217;insegnante mantovano, \u00abUno degli uffici pi\u00f9 importanti del maestro\u00bb. A tal fine, questi aveva provveduto ad istituire nella sua stessa scuola una biblioteca circolante: \u00abIn questo modo i giovanetti si educano anche al mutuo soccorso, che \u00e8 la base della civile societ\u00e0\u00bb, andando cos\u00ec incontro a quei bambini e ragazzi che non si potevano permettere l&#8217;acquisto di uno o pi\u00f9 libri. Intitolato all&#8217;umanista feltrino Vittorino de&#8217; Rambaldoni (1373 o 1378-1446), il primo numero del giornale usc\u00ec il 14 dicembre 1872 per i tipi di Giuseppe Mondov\u00ec, la stessa tipo-litografia che pubblic\u00f2 gran parte dei suoi volumi scolastici, pedagogici ed antologici. Si ha traccia della sua pubblicazione almeno fino al 1879. Si noti, infine, che Vittorino fu il nome che Baistrocchi impose a ben due dei suoi figli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano personale, il 1\u00b0 giugno 1872 Baistrocchi si era sposato, a Cerese di Quattroville (oggi parte del comune di Borgo Virgilio, in provincia di Mantova), con Elettra Mozzi, dalla quale ebbe quattro figli: Arnaldo Luigi Leopoldo (Mantova, 1873), Vittorino Oreste Pilade (nato nel 1874 ma morto pochi giorni dopo), Vittorino Luigi (Mantova, 1879) e Luigi (Mantova, 1892). Ottenuta la patente di maestro di scuola superiore a Mantova nel 1867, dopo aver insegnato alle terze e quarte classi delle scuole di Quattroville \u2013 localit\u00e0 in cui svolse anche attivit\u00e0 educativa per adulti seguendo il metodo Garelli \u2013 dal 1870 divenne maestro elementare nelle scuole comunali di Mantova. L&#8217;8 novembre 1911 gli fu consegnata, durante una solenne cerimonia tenuta al Teatro Scientifico, la medaglia d&#8217;oro per i quarant&#8217;anni di insegnamento, conferitagli dal Ministro della Pubblica Istruzione Luigi Credaro. Anni prima era stato inoltre nominato Cavaliere della Corona d&#8217;Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Baistrocchi fu molto amante della montagna, una passione questa che nacque durante la prigionia del 1866. Nella marcia che in quell&#8217;estate lo condusse da Bolzano ad Innsbruck, egli ebbe \u00abcampo di ammirar[e] le meravigliose bellezze. Fu allora che mi innamorai della montagna, e da quel tempo non pass\u00f2 un anno senza che facessi una o pi\u00f9 escursioni pedestri tra i monti dell&#8217;Italia e dei paesi vicini, con grande vantaggio del corpo e dello spirito\u00bb. Nelle sue <em>Memorie di un educatore<\/em>, Baistrocchi non manc\u00f2 di sottolineare che \u00abL&#8217;insegnamento scientifico [&#8230;] non deve essere solo rivolto alla mente, ma eziandio al cuore. Per il vero educatore la Natura \u00e8 un vero libro di morale\u00bb. Parlando delle Alpi, nelle sue <em>Letture istruttive<\/em>,egli le defin\u00ec \u00abImponenti e maestose, riempiono l&#8217;animo di stupore, e inspirano nobili sensi e pensieri sublimi\u00bb. Erano quelli gli anni di fondazione del Club Alpino Italiano, ed in cui le virt\u00f9 pedagogiche dell&#8217;alpinismo venivano celebrate e declinate \u00abin termini patriottici, di potenziamento della cultura scientifica nazionale, di valorizzazione storica e politica del territorio alpino, di perfezionamento fisico e morale di una [certa parte di] giovent\u00f9 studiosa\u00bb, una pratica insomma che secondo Catia Papa \u00abera stata proposta come uno stimolo all&#8217;emersione di una coscienza nazionale e come un necessario corroborante della tempra giovanile\u00bb, vera e propria \u00ab\u201cpalestra della nazione\u201d\u00bb della quale Baistrocchi fu certamente partecipe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro suo interessante punto di vista emerge ancora dai suoi <em>Ricordi di un vecchio garibaldino<\/em>. Scritti dopo lo scoppio della Grande guerra,Baistrocchi vi afferm\u00f2 che quel conflitto si stava combattendo \u00abcon tanto entusiasmo e con tanto eroismo [&#8230;] per dare alla nostra patria i confini naturali che le si competono, e perch\u00e9 la nostra cara Italia veda soddisfatte le sue giuste aspirazioni e aperto e libero il campo per l&#8217;esplicazione delle sue energie e dei suoi diritti di grande potenza\u00bb. Gi\u00e0 nel 1895 i suoi <em>Racconti di Storia Patria<\/em> (compresi nelle <em>Lettere istruttive<\/em>) terminavano con un monito \u00aba voi, giovanetti\u00bb, a cui \u00abspetta il sacro dovere di prepararvi a nuove lotte per la completa indipendenza e unit\u00e0 della patria, e per renderla grande e rispettata, crescendo savi, forti e istruiti\u00bb. \u00c8 interessante notare come quelle sue <em>Letture istruttive <\/em>fossero permeate da un generico sentimento irredentista: Baistrocchi, nella parte dedicata alla geografia, segnal\u00f2 tra le maggiori isole italiane la Corsica ed il \u00abgruppo di <em>Malta<\/em>\u00bb, tra i suoi pi\u00f9 importanti golfi adriatici quelli di Trieste e del Carnaro, \u201cannettendo\u201d infine al Nord Italia, oltre a Trentino ed Istria, persino il Canton Ticino: \u00abNon c&#8217;\u00e8 forse al mondo un popolo pi\u00f9 omogeneo dell&#8217;Italiano. Esso appartiene quasi tutto alla razza romana, parla la medesima lingua, ha le medesime aspirazioni, i medesimi desiderii. Dovrebbe comporre quindi una sola famiglia, avere i medesimi doveri e i medesimi diritti, obbedire alle medesime leggi, essere insomma uno e indipendente. Ma pur troppo non \u00e8 cos\u00ec! La gran famiglia italiana non \u00e8 tutta unita sotto un solo capo; alcune sue parti sono fra loro disgiunte e soggette a Nazioni straniere. Nizza e la Corsica sono aggregate alla Francia, il Canton Ticino \u00e8 unito alla Svizzera, il Trentino e l&#8217;Istria sono soggetti all&#8217;Austria, e le isole di Malta all&#8217;Inghilterra\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la fine della Grande guerra, nel dicembre 1918, si trasfer\u00ec a Firenze. Nel luglio 1933 fu nominato segretario della sezione fiorentina della Federazione Nazionale Volontari Garibaldini (presieduta dapprima da Ferdinando Agnoletti, quindi dal conte Mario Gigliucci). Mor\u00ec all&#8217;et\u00e0 di 94 anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di seguito, una bibliografia cronologica ancorch\u00e9 parziale delle opere pubblicate da Baistrocchi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Memorie di un educatore. Lettere<\/em>, Mantova, Balbiani e Donelli 1877<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il piccolo. Chi s&#8217;aiuta, Dio l&#8217;aiuta. Ricordi<\/em>, Mantova, Tip. Mondov\u00ec 1878 (2<sup>a<\/sup> ed.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dante perfetto educatore ossia La pedagogia nella prima cantica della Divina Commedia. Saggio<\/em>, Mantova, Tip. Mondov\u00ec 1880<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Esercizi di grammatica educativa<\/em>, Mantova, Mondov\u00ec 1881<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il piccolo. Chi s&#8217;aiuta, Dio l&#8217;aiuta. Consigli ed esempi di morale civile pei fanciulli<\/em>, Mantova, Mondov\u00ec 1882 (3<sup>a<\/sup> ed. accresciuta e migliorata)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il primo passo alla geografia e alla storia. Letture, ed esercizi proposti<\/em>, Mantova, Mondov\u00ec 1884<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il primo passo allo studio della geografia. Lezioni ed esercizi dedicati ai giovanetti mantovani<\/em>, Mantova, Tip. Mondov\u00ec 1884<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L&#8217;indipendenza italiana. Racconti per le scuole elementari<\/em>, Mantova, G. Mondov\u00ec 1885<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Letture educative ed istruttive per le scuole popolari. IV Grado<\/em>, Mantova, Prem. Stab. Tip. Lit. Mondov\u00ec 1886 (edizione adorna di 4 cartine astronomiche)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L&#8217;indipendenza italiana. Racconti per le scuole elementari<\/em>, Mantova, G. Mondov\u00ec 1887 (2<sup>a<\/sup> ed.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Nozioni ed esercizi di grammatica per le scuole elementari superiori<\/em>, Mantova, Stab. Tip. Lit. Mondov\u00ec Edit. 1887<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Saggio di lezioni di cose, come preparazione al comporre<\/em>, Mantova, Stab. Tip. Lit. Mondov\u00ec 1887 (2<sup>a<\/sup> ed.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L&#8217;indipendenza italiana. Racconti per le scuole elementari<\/em>, Mantova, Ditta Edit. Giuseppe Mondov\u00ec 1888 (2<sup>a<\/sup> ed.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il primo passo alla geografia e alla storia. Letture ed esercizi<\/em>, Mantova, Ditta Edit. Giuseppe Mondov\u00ec 1888 (5<sup>a<\/sup> ed. interamente rifatta)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Brevi racconti tratti dalla storia ebraica, greca e romana per la prima classe elementare in conformit\u00e0 ai programmi ministeriali del 1888. Compimento del sillabario<\/em>, Mantova, Tip. Lit. G. Mondov\u00ec Edit. 1889<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Brevi racconti tratti dalla storia ebraica, greca e romana per la classe seconda elementare, in conformit\u00e0 ai programmi ministeriali del 1888<\/em>, Mantova, Stab. Tip. G. Mondov\u00ec Edit. 1889<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L&#8217;educazione: ode di Giuseppe Parini spiegata ad un giovinetto [da] Cesare Baistrocchi<\/em>, Mantova, Tipo-Litografia Giuseppe Mondov\u00ec 1889 (2<sup>a<\/sup> ed.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L&#8217;indipendenza italiana. Racconti per la classe III elementare<\/em>, Mantova, Premiata Ditta Editrice G. Mondov\u00ec 1889 (5<sup>a<\/sup> ed.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Racconti di storia patria antica e contemporanea per la scuola unica elementare in conformit\u00e0 ai programmi ministeriali del 1888<\/em>, Mantova, Tip. Lit. G. Mondov\u00ec Edit. 1889<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Racconti di storia patria per le scuole elementari superiori in conformit\u00e0 ai programmi ministeriali del 1888. Parte I per la classe quarta<\/em>, Mantova, G. Mondov\u00ec Tip. Edit., 1889<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Racconti di storia patria per le scuole elementari superiori in conformit\u00e0 ai programmi ministeriali del 1888. Parte II per la classe quinta<\/em>, Mantova, Tip. Lit. G. Mondov\u00ec Edit., 1889<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[con E. Berni] <em>Letture educative ed istruttive per le Scuole Popolari. 2\u00b0 grado<\/em>, Mantova, G. Mondov\u00ec 1890 (8<sup>a<\/sup> ed. corretta, migliorata e adorna di illustrazioni)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Letture educative e istruttive per gli alunni delle scuole popolari. Primo Grado<\/em>, Mantova, Stab. Tip. Lit. G. Mondov\u00ec Edit. 1891 (11<sup>a<\/sup> ed. corretta e migliorata)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Letture educative e istruttive per gli alunni delle scuole popolari. Secondo Grado<\/em>, Mantova, Stab. Tip. Lit. G. Mondov\u00ec Edit. 1891 (9<sup>a<\/sup> ed. interamente rifatta)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Geografia intuitiva. Letture ed esercizi per le scuole elementari in conformit\u00e0 ai programmi governativi del 1888. Parte I (per la terza e quarta classe)<\/em>, Mantova, Stab. Tip. Lit. Ditta Edit. G. Mondov\u00ec 1893<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[con E. Berni], <em>Letture educative e istruttive per gli alunni delle Scuole popolari. 3\u00b0 grado<\/em>, Mantova, Ditta Editrice Giuseppe Mondov\u00ec 1893 (5<sup>a<\/sup> ed. interamente rifatta, adorna di illustrazioni e di carte geografiche a colori)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Letture educative e istruttive fra gli alunni delle scuole popolari. Quarto Grado<\/em>, Mantova, Stab. Tip. Lit. Ditta Edit. G. Mondov\u00ec 1893 (3<sup>a<\/sup> ed. intieramente rifatta)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Nozioni ed esercizi di grammatica per le scuole elementari inferiori<\/em>, Mantova, Stab. Tip. Lit. Ditta Edit. G. Mondov\u00ec 1894 (4<sup>a<\/sup> ed. migliorata e corretta)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L&#8217;indipendenza italiana. Racconti per la classe terza elementare<\/em>, Mantova, Tip. Ditta Edit. G. Mondov\u00ec 1895 (9<sup>a<\/sup> ed. conformata ai programmi ministeriali 29 novembre 1894)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Letture educative e istruttive per gli alunni delle scuole popolari in conformit\u00e0 ai programmi ministeriali 29 novembre 1894. Primo Grado<\/em>, Mantova, Tip. Ditta Edit. Giuseppe Mondov\u00ec 1895 (17<sup>a<\/sup> ed. intieramente rifatta)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[con E. Berni] <em>Letture educative e istruttive per gli alunni delle scuole popolari. 2\u00b0 grado<\/em>, Mantova, G. Mondov\u00ec 1895 (12<sup>a<\/sup> ed. interamente rifatta, adorna di illustrazioni)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[con E. Berni], <em>Letture educative e istruttive per gli alunni delle scuole popolari in conformit\u00e0 ai programmi ministeriali 29 novembre 1894. 2\u00b0 grado<\/em>, Mantova, Ditta Editrice G. Mondov\u00ec 1895 (13<sup>a<\/sup> ed. interamente rifatta, adorna di illustrazioni e di carte geografiche a colori)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dante perfetto educatore, ossia La pedagogia nella prima Cantica della Divina Commedia<\/em>, Mantova, Mondov\u00ec 1896 (2<sup>a<\/sup> ed.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>I bisogni dell&#8217;uomo. Quello di cui si pu\u00f2 far senza<\/em>, Mantova, Stab. Tip. G. Mondov\u00ec 1897<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Esercizi di dettatura associati con quelli di Lingua pratica per le scuole elementari<\/em>, Mantova, Stab. Tip. Ditta Edit. G. Mondov\u00ec 1897<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Letture pei fanciulli della seconda classe elementare maschile e femminile<\/em>, Mantova, Tip. Edit. Ditta G. Mondov\u00ec 1897<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ricordi di un vecchio garibaldino<\/em>, Ostiglia, La Scolastica [1915?]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Collana \u201cRaccolta di letture pei fanciulli\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Si torna a scuola, ed altri racconti<\/em>, Mantova, Stab. Tip. G. Mondov\u00ec 1897 (n. 1)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>In iscuola e fuori di scuola, ed altri racconti<\/em>, Mantova, Stab. Tip. G. Mondov\u00ec 1897 (n. 2)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La giornata del buon fanciullo, ed altri racconti<\/em>, Mantova, Stab. Tip. G. Mondov\u00ec 1897 (n. 3)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>In casa e fuori<\/em>, Mantova, Stab. Tip. G. Mondov\u00ec 1897 (n. 4)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Tra parenti. Letterine e racconti<\/em>, Mantova, Stab. Tip. Mondov\u00ec 1897 (n. 5)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Tra fiori e frutti<\/em>, Mantova, Stab. Tip. G. Mondov\u00ec 1897 (n. 6)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>I doni del Natale, ed altri racconti<\/em>, Mantova, Stab. Tip. G. Mondov\u00ec 1897 (nn. 7-8)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Difetti e pregi<\/em>, Mantova, Stab. Tip. G. Mondov\u00ec 1897 (n. 9)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La gente che lavora<\/em>, Mantova, Stab. Tip. G. Mondov\u00ec 1897 (nn. 11-12)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il valore del tempo<\/em>, Mantova, Stab. Tip. G. Mondov\u00ec 1897 (n. 13)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right MGT-andrea has-small-font-size wp-block-paragraph\"><em>A.S.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MGT-text-align-justify has-extra-small-font-size wp-block-paragraph\"><strong>FONTI e BIBLIOGRAFIA:<\/strong> <em>Ai benemeriti insegnanti Cav. Cesare Baistrocchi e Achille Gnutti. Ricordo. VIII Novembre MDCCCCXI<\/em>, Ostiglia, Stab. Tip. \u201cLa Sociale\u201d 1911; C. Baistrocchi, <em>Ricordi di un vecchio garibaldino<\/em>, Ostiglia, La Scolastica [1915?]; E. Berni, C. Baistrocchi, <em>Letture educative e istruttive per gli alunni delle scuole popolari in conformit\u00e0 ai programmi ministeriali 29 novembre 1894<\/em>, Mantova, Ditta Editrice G. Mondov\u00ec 1895 (13<sup>a<\/sup> ed.); G. Ciaramelli, C. Guerra, <em>Tipografi, editori e librai mantovani dell&#8217;Ottocento<\/em>, Milano, F. Angeli [2005], <em>ad nomen<\/em>; <em>Garibaldi dal 1860 al 1879 per F. Bideschini<\/em>, Roma, Stabilimento tipografico del \u00abPopolo Romano\u00bb 1879, p. 106; C. Papa, <em>L&#8217;Italia giovane dall&#8217;Unit\u00e0 al fascismo<\/em>, Roma-Bari, Laterza 2013, pp. 98-99; <em>Cronache garibaldine. La nomina dei presidenti delle sezioni provinciali della Toscana della Federazione Volontari Garibaldini <\/em>in \u201cCamicia Rossa. Rassegna mensile di pensiero e azione\u201d, n. 7 (1933), p. 168; <em>Il nuovo Consiglio Direttivo della Sezione di Firenze della Federazione Nazionale Volontari Garibaldini <\/em>in \u201cCamicia Rossa\u201d, nn. 8-9 (1933), p. 192; C. Baistrocchi, <em>Ricordi di un garibaldino di Bezzecca <\/em>in \u201cCamicia Rossa\u201d, n. 5 (1936), pp. 106-108;C. Baistrocchi, <em>Come ho visto Garibaldi<\/em> in \u201cCamicia Rossa\u201d, n. 7 (1936), p. 161; Archivio Storico Comunale di Mantova: Fondo anagrafe antica, Ruoli di popolazione: <em>Cartellino individuale e d&#8217;indice di Baistrocchi Cesare<\/em>; <em>Fogli di famiglia n. 8297<\/em>; <em>Fogli di famiglia n. 10395<\/em>; Sezione Ottocentesca, Tit. IX.4.3, fasc. 15 \u201cBaistrocchi Cesare\u201d (si ringrazia la dott.ssa Paola Somenzi per la mediazione); L. Lombardi, <em>Baistrocchi Cesare<\/em>; Id., <em>Berni Ettore <\/em>in <em>Dizionario Biografico dell&#8217;Eduzione 1800-2000<\/em>, voci consultabili sul portale <em>http:\/\/dbe.editricebibliografica.it\/dbe\/ricerche.html<\/em>. Per la partecipazione alla campagna del 1866 si rimanda al database \u201cAlla ricerca dei garibaldini scomparsi\u201d dell&#8217;Archivio di Stato di Torino consultato al link <em>https:\/\/archiviodistatotorino.beniculturali.it\/garb_src\/<\/em> [ultimo accesso: 1\u00b0 giugno 2021]. Scheda redatta il 19 agosto 2021.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Data di Nascita 12 agosto 1846 Luogo di Nascita Viadana (Mantova) Data di Morte 1\u00b0 agosto 1941 Luogo di Morte Professione maestro elementare Campagne militari Terza guerra d&#8217;Indipendenza (1866) Di Luigi e Maddalena Vaccari (massaia), aveva due sorelle maggiori. A nove anni rimase orfano di padre. Terminati gli studi presso il Ginnasio parificato di Viadana,&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/2021\/08\/30\/baistrocchi-cesare\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Baistrocchi Cesare<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_vp_format_video_url":"","_vp_image_focal_point":[],"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-594","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-biografie","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/594","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=594"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/594\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1172,"href":"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/594\/revisions\/1172"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=594"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=594"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/memoriegaribaldine.org\/trespiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=594"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}