Riofreddo

Villa Garibaldi – Riofreddo (RI)

La Sezione di Riofreddo dell’ANVRG “ Sante Garibaldi “ è nata con l’intento di sostenere l’iniziativa di dare vita, nell’ambito del Museo delle Culture creato in Villa Garibaldi come museo comunale, di una mostra permanente di cimeli e documenti relativi a Ricciotti Garibaldi e alla sua famiglia. Questa esposizione è affiancata da alcune sale dedicate alla civiltà contadina locale, e a reperti archeologici del territorio.
Ricciotti Garibaldi, assieme alla moglie , la londinese Constance Hopcraft, decise di stabilire una dimora estiva a Riofreddo nel 1888, quando vi soggiornò per la prima volta. La numerosa famiglia si insediò in un antico edificio contadino. Fu creato nel tempo una dimora di aspetto nobile, un vasto corpo rettangolare insito tra due torri poi collegata con il primo edificio. Il terreno pietroso fu bonificato e diventò giardino, orto e piccolo pascolo, per le necessità della famiglia che vi soggiornò regolarmente da aprile a novembre. I dieci figli di Ricciotti e Costanza vi trascorsero le vacanze estive della loro giovinezza. L’ultimo incontro tra di loro intervenne a Riofreddo alla vigilia della partenza dei giovani maschi per la campagna dell’Argonna, in Francia, nel 1914. Della piccola tenuta si occuparono principalmente Costanza e le figlie maggiori Constance Rosa e Annita Italia, le quali anche dopo la morte del padre ( 1924 ) poi della madre ( 1941) continuarono a soggiornarvi regolarmente. La casa iniziò a decadere dopo il secondo dopoguerra. In seguito a lunghe trattative, una prima parte dell’edificio e del parco fu donata da Annita Garibaldi Jallet, figlia di Sante Garibaldi, al Comune per costituire un museo, inaugurato nel 2000, riservandosi una piccola foresteria. Il Comune acquistò dagli altri coeredi, su iniziativa del Sindaco arch. Guido Hermanin, la seconda parte, allargando così dal 2006 la parte espositiva.
Al momento della donazione, il Comune, del quale Sindaco era Remo Caffari, offrì ad Annita Garibaldi Jallet una stanza nel museo come sede di una associazione presieduta dalla stessa donante o da uno dei suoi discendenti. Oggi è Francesco Sante Jallet Garibaldi a presiedere la Sezione che partecipa alla vita del museo anche con alcuni giovani operatori riofreddani.
La parte del Museo dedicata ai cimeli di Ricciotti Garibaldi e dei suoi è stata costituita essenzialmente con materiale proveniente dall’archivio di Sante e da ricerche ulteriori. I pannelli illustrativi nonché la mostra “ I Garibaldi dopo Garibaldi “ e i pannelli dedicati agli alberi genealogici dei discendenti di Giuseppe e Anita Garibaldi, permanenti, sono stati elaborati nell’ufficio storico dell’ANVRG. Si sono aggiunti una biblioteca tematica. Con questa documentazione si sono costituite mostre, sempre nell’ufficio storico dell’ANVRG, tenute conferenze poi itineranti in Italia ed all’estero. Si collabora con la rivista “ Camicia Rossa” dell’ANVRG e con la rivista della Valle dell’Aniene “Aequa”. Gli studi e ricerche su “ I Garibaldi dopo Garibaldi “ hanno contribuito notevolmente a chiarire la situazione della discendenza dell’Eroe dei Due Mondi: pubblicati su un primo sito curato da Francesco Sante ( “ L’eredità di Garibaldi” ) sono diventati di dominio pubblico. Hanno dato luogo alla pubblicazione di un volume curato da Zeffiro Ciuffoletti, Arturo Colombo e Annita Garibaldi Jallet “ I Garibaldi dopo Garibaldi “, ad una biografia di Ricciotti Garibaldi “ Ricciotti, il Garibaldi irredento “, ad articoli e pubblicazioni su Sante Garibaldi, Rosa e Italia Garibaldi, ecc.
I cimeli di Ricciotti Garibaldi conservati a Riofreddo sono stati dati in parte dalla stesso Ricciotti all’Istituto per la Storia del Risorgimento con le sue carte, il manoscritto inedito dell’ultimo romanzo di suo padre “ Manlio “, ecc. Altri sono stati conservati in casa finché Annita Italia Garibaldi, deceduta nel 1962) che li aveva ricevuti per eredità dalla madre ne fece dono all’ANVRG che li custodisce in Porta San Pancrazio a Roma, sottraendoli così all’abbandono e alla rovina della casa che si prolungò da quel momento al 2000. Le due collezioni sono inscindibili in quanto testimoniano della storia di Ricciotti Garibaldi e dei suoi, arricchita dalla ricerca moderna e dal dono della collezione dei Signori Didier e Myriam Stacchetti relativa alla guerra del 1870-1871 in Francia che fu momento fondamentale nella vita di Ricciotti Garibaldi.

Orari:
Lunedì, mercoledì, sabato e domenica
Estivo: 10.30-13.30 16.00-19.00
Invernale: 10.30-13.30 15.00-18.00